mercoledì 17 marzo 2010
































Solarexpo è la fiera leader dedicata alla sostenibilità energetica e alla green economy. Una tappa determinante per lo sviluppo del mercato delle nuove tecnologie che sono destinate a giocare un ruolo fondamentale nell’ambito di un processo globale di riduzione delle emissioni di gas serra.

Al centro di Solarexpo 2010 in mostra tutte le migliori e più innovative tecnologie del mondo dell’energia solare, delle bioenergie e delle altre fonti rinnovabili. Affiancate da sistemi per la cogenerazione e trigenerazione, idrogeno, mobilità eco sostenibile e molto altro ancora.

A Solarexpo 2010 saranno in mostra sette technology focus dedicati a temi di particolare attualità: Polygen, PV Supply Chain, CSP, Bioenergy, Ecomove, Green Job Center. Un approccio espositivo pensato per far dialogare al meglio espositore e visitatore.

Greenbuilding, mostra-convegno internazionale su efficienza energetica e architettura sostenibile, rappresenta un appuntamento significativo per il mondo dell’architettura e del costruire, concepiti secondo le regole dell’efficienza e dell’innovazione tecnologica.

Al centro di Greenbuilding 2010 in mostra tutte le migliori e più innovative tecnologie del mondo dell’efficienza energetica e dell’architettura sostenibile, dall’involucro edilizio agli impianti tecnologici, dal ciclo dell’acqua al verde nell’ambiente costruito. Senza tralasciare la progettazione, la diagnostica, il software professionale e l’editoria tecnica.

A Greenbuilding 2010 saranno in mostra quattro technology focus dedicati a temi di particolare attualità: luce e domotica, architettura in legno, geotermia e software professionali. Un approccio espositivo pensato per far dialogare al meglio espositore e visitatore.

sabato 27 febbraio 2010

Cracking art per il paesaggio urbano


"Perchè delle chiocciole di color fucsia, di grandi dimensioni, a spasso per la città? Perchè abbiamo bisogno di giocare con la città per costruirla idealmente, mentalmente per rompere l’ovvietà del nostro quotidiano urbano e per riscoprire l’esperienza dell’attraversamento urbano, del suo paesaggio. Abbiamo scelto le chiocciole perchè rappresentano con il linguaggio dell’arte contemporanea tre metafore: la prima riguarda l’ascolto per via della “forma” delle chiocciole che ricorda l’orecchio umano; la seconda l’abitare perchè questo simpatico animale si porta con sè la propria casa; la terza concerne l’attualità tecnologica del segno grafico che rimanda alle comunicazioni in Rete. Infine, il progetto Re-generation di Cracking Art Group racchiude un ulteriore importante valore: le chiocciole sono fatte di plastica riciclabile. E questo vuol dire lasciare una traccia artistica sul territorio metropolitano in favore di un approccio all’ambiente eticamente responsabile”.
Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano
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Pronti con i bulbi estivi: coltiviamoli in tempo!

Tratto dal sito: http://fioriefoglie.tgcom.it

Queste temperature che promettono primavera a singhiozzo al nord Italia, tra uno scroscio di pioggia e l’altro, fanno venir voglia di metter mano a vasi e terra. Se poi fate un giro in qualche garden, la smania di vedere fiori e colori vi prenderà di sicuro la mano. Cosa fare allora per rendere il balcone fiorito nei mesi caldi ora che ancora regna la minaccia delle gelate notturne? Possiamo giocare d’anticipo mettendo già adesso a dimora in vaso i bulbi dei fiori estivi (begonie, gladioli, dalie ecc.), da tenere in un angolo riparato durante la notte o quando all’improvviso si manifesta il freddo più intenso.

Il procedimento è semplice e mettere in vaso alcune specie già adesso è utile soprattutto con i bulbi più lenti a germogliare e sensibili al freddo. Il bulbo, nella fase di risveglio, non richiede il sole pieno che adesso la stagione ancora non ci regala: si accontenta invece di un posto mediamente caldo con la luce che c’è in casa (va bene anche un pianerottolo o una mensola davanti alla finestra). Piantate il vostro bulbo facendo attenzione alle istruzioni che in genere sono riportate sul sacchetto in merito alla profondità, senza badare alla distanza tra i bulbi, che invece è importante quando si coltiva in piena terra. L’unica accortezza sarà quella di lasciare un poco di spazio tra un bulbo e l’altro, in modo che non si tocchino, considerando però anche l’ingombro della pianta adulta. Bagnate bene in profondità al momento dell’impianto e poi riponete il vaso nel luogo protetto che avete scelto. All’inizio bagnate pochissimo perché rischiereste di far marcire la pianta che si è appena risvegliata. Annaffiate con regolarità (ma sempre poco) invece quando vedrete i primi germogli spuntare dalla superficie del terreno. Quando poi le gelate saranno definitivamente scongiurate, potrete portare il vostro vaso all’esterno, già con qualche fogliolina pronta.

Questo weekend dunque potrete finalmente allungare la mano e mettere nel carrello qualche sacchetto di bulbi che occhieggiano dagli scaffali dei vivai. C’è solo l’imbarazzo della scelta: gladioli, begonie pendule o cascanti, dalie, gigli e via di questo passo. Ricordate solo di aggiungere, quando create il vostro vaso, del terriccio ricco e di buona qualità, adatto alle specie che sceglierete di coltivare, uno strato di 3-4cm di argilla espansa o sassolini sul fondo del vaso e una buona dose di concime organico (stallatico) che nutrirà al meglio le vostre piante durante tutta la bella stagione.

venerdì 12 febbraio 2010

Gli Orto Botanici
Ed eco-musei del mondo

Tratto da www.greenme.it

Giovedì 14 Gennaio -
Lisa Vagnozzi

KeukenhofSe state pensando ad una gita o ad una vacanza e avete voglia di vedere qualcosa di diverso dal solito, perché non fate tappa in uno degli orti botanici o degli eco-musei più grandi e famosi del mondo? Per illuminarvi su questa possibilità turistica e naturalistica abbiamo raccolto notizie riguardo a 8 istituzioni che si pongono come obiettivo principale di preservare la biodiversità, di approfondire le nostre conoscenze in materia di botanica, zoologia e quant'altro e di "raccontare" la storia del nostro pianeta e delle specie animali e vegetali che lo popolano o lo hanno popolato nel passato.

1. Se siete alla ricerca di un suggestivo spettacolo di colori e profumi, il Keukenhof, meglio noto come il "Giardino d'Europa", è proprio quello che fa per voi. Situato nei pressi della città di Lisse, nel sud dell'Olanda, e aperto al pubblico solo in primavera, tra i mesi di marzo e maggio, il Keukenhof è il più grande parco di fiori a bulbo del mondo. Il giardino nasce nel 1949 per intuizione dell'allora sindaco di Lisse ed è considerato un'importantissima attrazione turistica, oltre ad avere un indubbio valore naturalistico. Su una superficie di circa 32 ettari crescono infatti 87 specie diverse di alberi e fioriscono ben 7 milioni di bulbi: tra questi, potete trovare anche un centinaio di varietà diverse di tulipani, il fiore-simbolo dell'Olanda (tenete presente che il momento migliore per ammirare la loro fioritura è in aprile). Oltre al giardino, il Keukenhof comprende anche serre e padiglioni espositivi, spesso utilizzati come sedi di mostre. Nel caso foste interessati ad una trasferta olandese, vi segnaliamo che nel 2010 il Keukenhof sarà aperto al pubblico dal 18 marzo al 16 maggio.

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keukenhof in Olanda


2. Tra gli orti botanici più antichi e importanti del mondo c'è il vastissimo Orto botanico di Berlino (Botanischer Garten und Botanisches Museum), la cui missione è di "esplorare, documentare, presentare, spiegare e tutelare la diversità delle specie vegetali". Il Botanischer Garten occupa oltre 40 ettari di terreno e ospita circa 22 mila specie vegetali differenti: numeri che contribuiscono a farne il più ricco orto botanico d'Europa.


Creato alla fine dell'Ottocento per accogliere esemplari di piante e fiori provenienti dalle colonie tedesche, il Botanischer Garten può vantare ben 16 serre aperte al pubblico, che consentono ai visitatori di "viaggiare" attraverso zone climatiche e biomi diversi e di ammirare esemplari piuttosto rari di ninfee, orchidee, piante carnivore e persino di bambù gigante. Ad arricchire il complesso museale ci sono laboratori di ricerca, una Banca dei Semi e un Museo specializzato in esposizioni di botanica.

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Orto Botanico di Berlino


3. A nord di Bruxelles, presso la città di Meise, si trova invece l'Orto botanico nazionale del Belgio (Jardin Botanique National de Belgique/Nationale Plantentuin van België), che unisce le attrattive naturalistiche ad un scenario particolarmente suggestivo: dal 1939, infatti, l'istituto occupa l'incantevole parco del castello di Bouchout, risalente al XII secolo e un tempo proprietà della famiglia reale belga. L'Orto botanico si estende su una superficie di circa 92 ettari di terreno e raccoglie circa 18 mila specie di piante provenienti da tutto il mondo, coltivate nelle serre o all'aperto a seconda delle singole caratteristiche e specificità. L'istituto può vantare anche un centro di ricerca e un erbario con più di 2 milioni di esemplari.

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Giardino botanico di Meise, Belgio - Foto: Wikipedia


4. Il Museo Nazionale di Storia Naturale (Muséum National d'Histoire Naturelle) di Parigi è stato istituito ufficialmente durante la Rivoluzione francese, per raccogliere e ampliare l'eredità del più antico Jardin royal des plantes médicinales. Quest'ultimo era stato fondato per decreto regale nel XVII secolo con lo scopo di promuovere la ricerca medica e di studiare le proprietà curative di erbe, fiori e piante. Oggi il Museo parigino è un importante centro di ricerca in botanica, zoologia, mineralogia, geologia ed antropologia e offre diverse attrattive, tra cui un ampio orto botanico, un parco zoologico, una galleria paleontologica e una galleria di mineralogia e geologia. Il Museo può vantare anche un erbario contenente circa 8 milioni di campioni provenienti da ogni angolo del mondo e che è stato creato con l'obiettivo di aiutare gli scienziati a registrare tutte le variazioni che avvengono nel tempo nel mondo vegetale e, soprattutto, a mantenere la memoria delle specie che si sono estinte.

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Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi - Foto Wikipedia


5. Se avete in programma un viaggio a New York, non potete non prendere in considerazione la possibilità di visitare il Museo Americano di Storia Naturale (American Museum of Natural History) che sorge nel cuore di Manhattan ed è uno tra i più famosi poli espositivi del mondo. Fondato nel 1869 e cresciuto grazie alle donazioni ricevute nel tempo, il complesso museale vanta diversi dipartimenti e istituti di ricerca, come quelli in antropologia, paleontologia e zoologia, un'importante biblioteca e ben 46 sale espositive, tra le quali spiccano la "sala dei meteoriti" e la "sala dei fossili". Una delle attrazioni preferite dai visitatori del Museo è l'enorme planetario, che è parte integrante del Rose Center for Earth and Space.

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6. Tornando in Europa, vi segnaliamo una meta turistica britannica: l'Eden Project. Si tratta di un orto botanico costruito in Cornovaglia, nel sud del Paese, e che ospita numerose specie di piante provenienti da ogni angolo del mondo, offrendo a ciascuna di esse le necessarie condizioni di temperatura e umidità. Le due serre principali hanno il curioso aspetto di ampie cupole collegate tra loro e simulano condizioni climatiche, rispettivamente, tropicali e mediterranee. La serra che ospita le piante tropicali è, al momento, la più grande esistente al mondo, con i suoi quasi 55 metri di altezza, i suoi 100 metri di ampiezza e i suoi 200 metri di lunghezza. L'Eden Project è stato aperto al pubblico nel 2001 e si è recentemente dotato anche di un Centro (The Core) destinato a mostre e progetti educativi.

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Eden Project in Cornovaglia - Foto da eden-project.co.uk


7. Restando in Inghilterra, troviamo un'altra importante attrazione naturalistica, con una grande storia e una grande tradizione alle spalle: si tratta dei Royal Botanic Gardens di Kew, comunemente noti come Kew Gardens, un complesso di serre, edifici, biblioteche e giardini situato a sud di Londra e che gode dal 1840 dello status di orto botanico nazionale. Dichiarati patrimonio dell'UNESCO nel 2003, i Kew Gardens costituiscono oggi un importante centro di ricerca e ospitano circa 30 mila specie di piante, oltre a vantare un erbario di circa 7 milioni di esemplari. Dal 2000 i Kew Gardens sponsorizzano il Millennium Seed Bank Project, una Banca dei Semi pensata per salvaguardare la biodiversità vegetale.

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Kew Gardens - foto: Wikipedia


8. E in Italia? Uno degli orti botanici più famosi del nostro Paese si trova a Palermo ed è integrato nel Dipartimento di Scienze Botaniche dell'Università del capoluogo siciliano. L'Orto botanico di Palermo, il cui simbolo è un enorme Ficus macrophylla importato nel 1845 dall'Oceania, è stato creato nel XVIII secolo come giardino deputato alla coltivazione di piante medicinali e solo nel secolo successivo è diventato un centro di raccolta e di studio di piante, erbe e fiori provenienti da tutto il mondo, grazie anche alla stretta collaborazione con l'Orto botanico di Berlino. Oggi l'Orto si estende su una superficie di circa 10 ettari e ospita più di 12 mila specie vegetali, tra cui anche numerose piante acquatiche. All'Orto botanico di Palermo si deve la creazione, nel 1993, di una Banca del germoplasma, un istituto affiliato alla RIBeS (Rete Italiana Banche germoplasma per la conservazione ex situ della flora spontanea italiana) e il cui scopo è di salvaguardare il patrimonio genetico della flora mediterranea attraverso la conservazione dei semi delle specie rare o a rischio di estinzione.

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Orto Botanico di Palermo - Foto: Simona Falasca


Alcuni progetti di orti botanici ed eco-musei che, per dimensioni e caratteristiche, aspirano ad affermarsi come mete turistiche e centri di innovazione e di ricerca sono oggi in via di realizzazione a Singapore, in Cina, in Corea del Sud e in Arabia Saudita. Qui, ad esempio, come un'oasi nel deserto, dovrà sorgere il complesso monumentale dei King Abdullah International Gardens, il cui completamento è previsto per il 2011 e che, nelle intenzioni di sponsor e progettisti, dovrebbe diventare il più vasto orto botanico ed eco-museo del mondo (con serre immense che si candidano a superare il primato conquistato dalla serra tropicale dell'Eden Project), oltre che affermarsi come importante centro di ricerca e di tutela della biodiversità. Vi terremo aggiornati!

martedì 9 febbraio 2010

Grandi giardini d'Italia alla tua portata

Grandi Giardini Italiani è un marchio che contraddistingue i più importanti giardini visitabili in Italia.

Attualmente sono circa 70 giardini in 13 regioni e con oltre 5 milioni di visitatori all’anno.

Grandi Giardini Italiani è stata fondata da Judith Wade, Inglese di nascita e Italiana d’adozione, che ha visto l’utilità di segnalare agli amanti dei giardini e della natura un itinerario unico e irripetibile.

Attraverso un sito e innumerevoli pubblicazioni oggi il visitatore può avere informazioni attendibili ed aggiornate su questo patrimonio artistico, storico e botanico di inestimabile valore.

Il marchio offre al singolo proprietario o curatore di un giardino l’opportunità di avere maggiore visibilità in Italia e all’estero.

In dieci anni Grandi Giardini Italiani ha affiancato il proprio marchio ad alcune delle aziende più prestigiose in Europa al fine di promuovere la conoscenza di questo particolarissimo aspetto della cultura Italiana.

Nel 2007 ha ideato e certificato un nuovo itinerario di giardini visitabili per la Regione Liguria, forte del proprio know-how nel settore. Nel 2009 in collaborazione con la Provincia di Como ha realizzato un nuovo itinerario di giardini visitabili sul Lago di Como.

Grandi Giardini Italiani collabora quindi con privati, istituzioni, aziende e proprietari di giardini per divulgare la conoscenza di questo polo d’eccellenza in Italia e nel mondo.

Per maggiori informazioni, visitate: www.grandigiardini.it

lunedì 1 febbraio 2010

Grande paesaggista Russell Page

Tratto da: www.grandigiardini.it

Dieci lunghi anni di dedizione operosa e di lavoro creativo, in costante dialogo con la natura e il sogno, hanno permesso al conte Donato Sanminiatelli, a sua moglie Maria Odescalchi e al grande paesaggista Russell Page di dare vita a un sogno e di renderne partecipi gli estimatori del mondo dei giardini.

Era la primavera del 1964 quando Page mise piede per la prima a San Liberato. Ebbe a dire: “Non conosco luogo che emani magia come questo” e accettò, con umiltà ed entusiasmo, l’incarico di rendere ancora più magico un piccolo grande paradiso. È un vero e proprio parco botanico che racchiude specie del mondo intero in una condivisione dello spazio tanto speciale quanto spettacolare.


Aceri canadesi, ciliegi giapponesi, liquidambar e parrotie persiche convivono con canfore, liriodendri, nysse che d’autunno sembrano prendere fuoco. Una parte del giardino è dedicata alle piante acidofile; vi si possono ammirare camelie in collezione, rododendri, profumate Choysia ternata e bambù neri.

San Liberato è anche e innanzitutto una chiesa romanica di struggente bellezza, racchiusa in un bosco di castagni secolari che sfuma nel parco. San Liberato è anche un roseto o, meglio, una galleria infinita di rose in mille tonalità, interrotta e ripresa da una piccola fontana in pietra, culla e giaciglio di ninfee e di rane.


A rendere sublimi la chiesa e il campanile del Mille, sui quali vigilano un fico e un cipresso pluricentenari, è la vista a volo d’uccello sulle acque oggi opaline del lago vulcanico di Bracciano e sul profilo conico di Rocca Romana. Questo regno di minuzie e vastità, di luci e ombre, questo crescendo di fiori e piante, conducono il visitatore in un universo segreto in cui ogni ansia svanisce.

ph. Cristina Archinto - Archivio Grandi Giardini Italiani

venerdì 29 gennaio 2010

Ibridazioni dei paesaggi urbani

Concetti tratti da "Strategie della trasformazione nella città di margine"
di Francesco Ficocchiaro

..."La città è relazione...."La disponibilità di risorse economiche ed energetiche ha prodotto una cultura della quantità a discapito della qualità. L’attuale crisi, che investe gran parte del mondo, ci impone una riflessione critica sui modi del progetto di architettura, sulle strategie degli investimenti riguardanti le trasformazioni urbane e sulla sostenibilità. Quest’ultima intesa, non come “un volere andare in pantofole sull’erba” quanto un saper costruire secondo regole, che fanno tesoro dei suggerimenti che la natura ci offre. Consapevoli tra l’altro, di essere, parte attiva di un paesaggio culturale, che si orienta verso l’uso sincero e coerente dei materiali e ricerca la misura delle cose. Quest’ultima diventa oggi tema centrale. La misura degli interventi. Coerenti, ai veri bisogni e non ai sogni. In questo senso proporre “l’ibridazione” può rappresentare una strategia percorribile e sostenibile.

..."Dai giardini pensili di Babilonia al tetto giardino di Le Corbusier fino al progetto di rinnovamento della California Academy of Sciences di San Francisco all’interno del Golden Gate Park di Renzo Piano, è un susseguirsi di “ibridazioni”. Il concetto d’ibridazione, preso a prestito da settori scientifici vicini alla biologia, può essere applicato ad altri ambiti di ricerca come quello architettonico e urbanistico".

"Alla natura deleghiamo alcune funzioni collettive come i parchi, le riserve, le campagne, e i residui. All’artificio invece, le modalità dell’abitare." ..."in molte città la natura riconquista nuove superfici residuali, attraversa le costruzioni e ne conquista gli spazi delle coperture che diventano porzioni di campagna o di parco. Lontani da una ragione puramente estetica si tratta di sfruttare principi naturali per rendere sostenibile l’architettura.

In pratica isolare termicamente l’involucro edilizio attraverso la realizzazione di veri e propri impianti vegetali con sistemi orizzontali e verticali anche attraverso l’uso di tecnologie idroponiche e/o aeroponiche che permettono di impiantare le essenze senza terra. Ma non solo.

Contribuire all’abbattimento di emissione di anidride carbonica e perché no, implementare la quantità e la qualità degli standard urbanistici."